giovedì 13 febbraio 2025

PAOLO ROMANI - AK YOL


                                                                             Paolo Romani 2025



Dal 26 gennaio al 21 febbraio 2025

ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA

Latina, Viale Le Corbusier, 39, 04100 (Latina)

Curatore

Italo Bergantini

Gaia Conti

Autore testo critico

Gaia Conti

La mostra è accompagnata da un racconto inedito di 

RICCARDO DI NOIA

 

Romberg Arte Contemporanea apre l’anno nuovo con la personale del fotografo Paolo Romani, curata da Italo Bergantini e Gaia Conti. L’esposizione AK YOL, arricchita da uno scritto inedito di Riccardo Di Noia, inaugura domenica 26 gennaio 2025 e si inserisce nel ciclo "I Racconti della domenica" – sette mostre in cui le opere dialogano con altrettanti racconti.

Alle pareti si snoda un percorso in quattro progetti fotografici – Via della Seta, Syriana, RomAltrimenti e Michikusa – attraverso scorci, visioni oniriche e frammenti del quotidiano.
L’allestimento non si limita a cadenzare lo spazio, ma si fonde col racconto, contribuendo a definirne il significato. Ciascuna serie è racchiusa in una grande cornice colorata, che enfatizza il contenuto delle immagini, creando un legame profondo tra opera e messaggio.

AK YOL, termine turco che significa “strada bianca”, è il filo conduttore che Romani intreccia con paesaggi e storie, combinando istinto documentaristico a una ricerca poetica più intima. La “strada” diviene così una potente metafora di incontro, transito e introspezione. Non solo un percorso fisico, ma anche una via di connessione tra culture e memorie, spazio antropologico, simbolo di scoperta e trasformazione interiore.
Lungo il cammino si susseguono spazi di transito che ricordano i “non-luoghi” descritti dall’antropologo Marc Augé, sospensione dei tempi, attesa e passaggio. Aree liminali, definite non tanto da ciò che mostrano, ma dal vuoto
, dal silenzio che evocano.

Ogni sosta apre uno sguardo unico: Via della Seta ripercorre antiche rotte, trasformandole in frammenti di archeologia emotiva; Syriana indaga un mondo sospeso tra luce e memoria; RomAltrimenti reinterpreta la capitale in chiave onirica e misteriosa attraverso l’obiettivo della Holga; Michikusa, infine, celebra l’impermanenza, ispirandosi alla poesia visiva degli haiku.

Paolo Romani esplora tracciati millenari e celebra la bellezza delle piccole cose, modellando le sue immagini con una cura compositiva che oscilla tra rigore geometrico e spontaneità. Un attraversamento fisico ed estetico che attinge a una profonda sensibilità artistica e a una notevole introspezione, trasformando l’ordinario in straordinario e l’effimero in una visione scultorea.

 



ORARIO DI APERTURA

MARTEDÌ - SABATO 16 - 19 

LUNEDÌ MATTINA SOLO SU APPUNTAMENTO

ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA

Latina, Viale Le Corbusier - 39 - 04100 (Latina)

 





sabato 23 marzo 2024

RAIMONDO BONAMICI - I cambiamenti climatici nell'arte contemporanea - ROMA

 


Raimondo Bonamici Vi aspetta per parlare di Arte, clima e natura, per discutere di come influiscono  i cambiamenti climatici nell'arte contemporanea. 50  anni di  sperimentazione visiva per  testimoniare lo stato del nostro pianeta Terra. 

I CAMBIAMENTI CLIMATICI NELL'ARTE CONTEMPORANEA.

23 marzo 2024  ore 17:30

Galleria ARTHEKA 32 

ROMA

Via Sartena 30/32 

00122 Ostia Lido

 

Raimondo Bonamici  2024


Veduta della Mostra 

MAREE  -  misure ambientali.



giovedì 7 marzo 2024

Raimondo Bonamici - Repertorio 50 - Roma

 








RAIMONDO BONAMICI

REPERTORIO 50

Opere 1974-2024

 

Galleria ARTHEKA 32

Via Sartena 30/32

00122 Ostia Lido

ROMA

 

Opening

sabato 9 marzo 2024 -  ore 17:30 /21

 

9 marzo - 28 marzo 2024

  

 

RAIMONDO  BONAMICI  presso la Galleria ARTHEKA 32 di ROMA riunisce una selezione di opere, realizzate tra il 1974 e il 2024, che permettono di ripercorrere le tappe fondamentali della sua ricerca artistica.

Dai paesaggi degli anni 70 ai neri della metà degli anni 80  fino alle Maree con i Nero Roma.

Con queste ultime opere ha partecipato ad  importanti mostre sull'arte  minimalista.

L’ampia rassegna rappresenta un’occasione unica, dopo la grande personale dell’artista presso SILVA Arquitectos di Porto, esponendo una serie di lavori dove si  sofferma sui diversi aspetti della ricerca della forma e del nero.

Le opere in mostra alla galleria Artheka 32 di Roma  spaziano dalla pittura alla scultura, incluse alcune installazioni della serie Maree, esemplari della celebre e iconica serie dei cristalli, dove questi materiali  attestano la grande capacità di Bonamici di sperimentare tecniche più diverse, pur rimanendo fedele nel corso degli anni ad una sua  precisa ricerca sul Nero.

Le opere in mostra permettono da un lato di entrare in contatto con le diverse direzioni prese nel tempo dall’artista e dall’altro di mettere a fuoco il suo metodo di lavoro, il quale trae alimento dal confronto tra opere appartenenti a epoche diverse e al continuo aggiornamento del suo linguaggio essenziale, utilizzando in una costante ossessiva   l'impiego di materiali diversi.

La mostra REPERTORIO 50 riconosciuta da Bonamici è una componente visiva minimalista e concettuale, diventando  parte integrante nella elaborazione della sua  ricerca: inserendo il rapporto dei lavori uniti tra loro, anche nello spazio espositivo  dove coinvolge  lo spettatore ad una lettura più ampia dell'opera.

Suggerisce una nuova soluzione,  aprendo una chiave di lettura  verso un futuro, costituisce un' altra visione dell’opera unica.  In questi lavori, Bonamici afferma che  non è l'immagine in se stessa, ma queste opere hanno una  lettura secondo il tempo della ricerca, che dura da 50 anni.

Inoltre, afferma che : "Tutto questo è il mio mondo!".

 

 

Galleria ARTHEKA 32

Via Sartena 30/32

00122 Ostia Lido

ROMA

 

Orari di Galleria: martedì - sabato 16 - 19:30

lunedì e mattine su appuntamento

 

Info: 3398329429 

artheka32@gmail.com

 

martedì 6 dicembre 2022

ROMBERG - Latina - Italia

HOSPITALITY SEASON - CAPITOLO 2/ TI PRESENTO UN AMICO

A CURA DI ITALO BERGANTINI E GAIA CONTI


Claudio Marini  presenta  RAIMONDO BONAMICI

Giorgio Galli  presenta  CARLO MARCHETTI 

Vincenzo Pennacchi  presenta MANFRED JACOB VOGT


 4 DICEMBRE 2022 - 28 GENNAIO 2023

OPENING DOMENICA 4 DICEMBRE 2022 - ORE 11/19:30

ROOMBERG PROJECT SPACE di ROMBERG  Latina

 

Ti presento un amico è il nuovo capitolo - il secondo - della stagione Hospitality Season curata da Italo Bergantini e Gaia Conti.

Arte preziosa, l’amicizia, e come tale va celebrata, esibita e ammirata in tutte le sue sfaccettature, soprattutto quando si tratta di un incontro di scintille. La mostra inaugura domenica 4 dicembre con una formula particolare. A essere ospitati negli spazi della Romberg Arte Contemporanea tre amici di altrettanti artisti della galleria: Giorgio Galli presenta Carlo Marchetti, Claudio Marini presenta Raimondo Bonamici e Vincenzo Pennacchi presenta Manfred Jacob Vogt. Filìa [dal gr. ϕιλία (philia)], da questa breve parola nascono le relazioni. In Empedocle è un principio fisico e divino che raccoglie in un'unità armonica gli elementi, terra, acqua, aria e fuoco, costituenti il cosmo. Arte e amicizia sono due termini molto vicini tra loro. L'arte è nata di fatto per essere condivisa e l’amicizia è uno dei sentimenti più preziosi che possiamo coltivare. Si cresce attraverso l'altro, ci si specchia nell’altro, si impara dall’altro. Ti presento un amico scava nell’album delle relazioni umane. Non c’è mimica, ma rispetto stima, stili e approcci particolari e visioni uniche a formare un sodalizio artistico che nasce, cresce e si dipana in quest’occasione tra le stanze della galleria, dando un’immagine di gioia, leggerezza e potente energia. Le voci si moltiplicano grazie a un effetto amplificatorio che prende il via dalle segnalazioni delle figure amiche di Marchetti, Bonamici e Vogt e si estende lungo le pareti alle opere di chi questi nomi li ha fatti: Giorgio, Claudio e Vincenzo. Condivisione e singolarità che si incontrano a suggellare il patto dell’amicizia. In pieno spirito progettuale, il secondo appuntamento si rivela quindi come una visione più intima che custodisce e mette in mostra questo tesoro così fondamentale in grado di unire popoli e culture diverse.

 ROOMBERG PROJECT SPACE di ROMBERG 04100 Latina - Viale Le Corbusier 39 | Torre Baccari - piano terra Orari di Galleria: Martedì - Sabato 16 - 19:30 | Lunedì e mattine su appuntamento T + 39 0773604788 - M +39 334 7105049 - info@romberg.it - www.romberg.it


  
 CARLO MARCHETTI,  RAIMONDO BONAMICI, MANFRED JACOB VOGT.









sabato 28 maggio 2022

CASANOVE ROMA

 CASAŊOVE è un luogo di Transito dell’Arte e Nome del Progetto stesso.

Nove artisti, 9 Artefici di una vocazione inarrestabileNessuna colpa.
Di Daniela Zannetti e Carlo Marchetti
Raimondo Bonamici, Cecilia De Paolis, Ugo Lo Pinto,
Carlo Marchetti, Claudio Marini, Mario Nalli, Paolo Romani,
Stefano Trappolini, Daniela Zannetti #9.
Anche l’Arte è un “grande seduttore” come Casanova, il cui richiamo omofonico nel progetto appare un mal sentito che attrae tuttavia, come il romanesco ‘casanova’, per indicare un nuovo spazio dedicato alla seduzione dell’arte. Boudoir e fumoir nella doppia esposizione, in città, e fuori città, per mantenere un dialogo tra interno ed esterno, e altre significative e necessarie dualità.
Così come nei giochi di parole, la doppia consultazione di I:Ching origina il logo, e diversi claim dell’evento sulla lettura stessa delle linee dell’esagramma 1 “Il creativo”,
dell’esagramma 2 “ Il Ricettivo” e della risolutezza (43). 
Nell’ispirazione dell’artista e del suo atto creativo, nella fermezza della sua visione,
la risolutezza dell’agire che non comporta alcuna colpa. Nessuna colpa. Cosiddetto mal d’arte che filtra da ogni linea del logo: come i lavori degli artisti filtrano luce e materia e
disseminano l’arte.
Il Transito di Artisti raccoglie nei luoghi individuati, negli studi d’artista tutta la vitalità germinativa dell’Arte, presenta nel display finale di CASAŊOVE il suo percorso e, con esso tutta l’esperienza energetica che se ne può trarre.
Artisti diversi per generazione, cultura e sintassi, associati però da un comune orientamento che li induce a consacrare l’arte nella liturgia dell’incontro. Aktionen prima ancora che mercato; con cifre stilistiche e poetiche frutto di un perenne corpo a corpo con l’arte, “come limite iniziale del possibile” (G. Celant); perenne atto di investigazione: di smuovere il pensiero, “di ripulire lo sguardo” (R.Tambor) .

Il Luogo e il Transito
‘CASAŊOVE’ nasce nell’idea di rigenerare una casa romana in centro (in direzione P.zza del
Popolo), interno nove appunto, e di allestire un’esposizione di Arte contemporanea legata ad una seconda esposizione nel Casale d’Artista OperaDomus di Carlo Marchetti, fuori città.
Si prosegue nel concept della Casa d'artista, del manifesto collettivo di autori legati da
rapporti amicali ed artistici degli eventi del 2020, e attorno alle visite negli studi d’artista
compiute per imbastire il nesso della nuova ricerca; luoghi diffusi e non, dove tra rigore o
caos, e miscellanee di colori, materie - pigmenti tele lastre carte e tessuti - e i profumi si
sprigiona l’artista e l’uomo nella dimensione più intima. L’azione col proprio metodo di
indagine. Accade di assistere alla trasmutazione del pensiero nell’arte e viceversa in
frequenze. Accadono performance, e condivisioni: un acquerello di prima mano, l’affaccio nei vuoti delle opere sagome, il passaggio tra le mani di un ‘ objet relique ’, lo shading del nero, lo scatto fotografico al feticcio d’artista.

Sovente nelle conversazioni si affacciano nomi di risonanti muse, si distinguono quelle
correnti madri, matrici operanti nel flusso temporale dell’informale, cliché di effetti, sulle
cifre stilistiche fino al momento dello scarto (da essi), al proprio linguaggio. Figli della
‘pittura italiana’, gli Artisti di CASAŊOVE” costituiscono così una micro collettività.
Figli dei byte con l’approssimarsi di ‘avatar e scanner’: sagome come ‘moduli’ viaggianti - magari internauti - arte che attraversa, che gioca il verso, in arancio acceso, colature e
informale segnico direttamente nelle repliche, come di ‘sigilli di garanzia’ (StefanoTrappolini).
E scandagli di luce tonale sui profumi dell’aurora come fibre di colori puri, retroilluminati. Contemplazione mistica del respiro del mondo, ritorno al senso vitale tramite il divino incarnato nella luce, conquistando il corpo a corpo con una tecnica ad olio, scartata,ingestibile, infine accettata
(Mario Nalli); cionondimeno fibre botaniche, haiku fotografici e mondo minerale: rocce frattali, rigorosamente in bianco e nero, scatti dell’istante atteso,dell’incanto, nel lungo corso di una ricerca fotografica dell’apparizione (Paolo Romani).
Una nuova comunicazione nell’informale segnico e direttamente negli oggetti: antropologica tensione di Hard_work nella ri - vestizione di un'umanità, perenne dispersa, riacciuffata nella moltitudine di assenze, memory dress e paesaggi interiori. Allestimenti in cui abiti e tessuti recuperati diventano vibranti scale cromatiche (Carlo Marchetti); totale assenza del corpo di cui il solo bustier clessidra resta e vigila un tempo altro, sconfina in dimensioni fantastiche e altri mondi abit-ati e abitabili, rielaborati in post produzioni fotografiche (Cecilia De Paolis, Ugo Lo Pinto).
La cifra materica, poi. Molto prima della rappresentazione è materia lavorata, stratificata,
drappeggiata con potente espressività cromatica e maestriainterviene in ricomposizioni di memoria intrisa di speranza e slancio vitale, a tratti divertita, al lancinante grido dei drammi umani, più spesso collettivi in un riordino del caos di conforto all’orrore dilagante (Claudio Marini). E arte minima inconclusa, prolifica di abbandoni, scranni imbottiti, devoti storyteller, casotti, teche: dai collé di carte, cartamodelli e tessuti alla manipolazione digitale per mantenere l’impulso visionario (Daniela Zannetti).
E, se in principio l’alba era delle immagini, dall'idea di quadro e di superficie dipintas’astraggono poetiche, nella frattura del monocromo si individuano nuovi campi di indagine: il vuoto e il pieno dello spazio e l’arte si dissemina: un corrispettivo interiore di rara eleganza e tuttavia significante sul fondo di Monologhi, Maree e stormi di ‘Nero roma’ (Raimondo Bonamici).
Tutti gli artisti concretano nuove realtà. Perciò nessuna colpa.

Timeline degli appuntamenti
L’Opening urbana capitolina 9 giugno 2022 ore 19:00

Via Cola di Rienzo, 190 scala B - interno nove
(quinto piano)
Roma
L’Opening extra urbana 2 luglio 2022 ore 17:00
Via degli Aranci 1, Velletri/Cisterna
Ending urbana 23 giugno
Ending extra urbana 17 luglio
Con l’opening inaugurale, le esposizioni resteranno aperte nei fine settimana, e su
appuntamento nei restanti giorni.
Info
“Artisti in transito” Sitnewsfeel@gmail.com 
Carlo Marchetti, 339 238 8942 (ewhatsapp)





                                           CARLO  MARCHETTI                                       RAIMONDO BONAMICI


martedì 20 luglio 2021

RAIMONDO BONAMICI per CLAUDIO MARINI

 


RAIMONDO BONAMICI

per

 CLAUDIO MARINI

T h e   b l a c k    e s s e n t i a l





Raimondo Bonamici ha studiato lo spazio verde dell’ habitat  di Claudio Marini, dove il progetto di rigenerazione di due pareti prende vita ricercando le sensazioni che lo stesso può trasmettere.

La forma nera diviene ancora una volta mezzo di  espressione pura, mentre di ogni singola cromia rimane il bianco.

In questo modo in base alla disposizione, il nero genera diverse possibilità di interpretazione e trasmissione sensoriale ed emotiva dello spazio, il colore nero  rappresenta l’elemento centrale del lavoro, alla base dell’opera la volontà di modificare la percezione dello spazio attraverso l’interazione delle tinte blu oltremare, presenti al fine di creare una nuova visione. Il progetto è infatti caratterizzato da una duplice percezione, bidimensionale e tridimensionale.

 Velletri 2021                                                       






GIULIO TURCATO, COLORI MAI VISTI.

 

Castello di Santa Severa  dal  2 luglio al 3 ottobre 2021




Dal 2 luglio al 3 ottobre, il Castello di Santa Severa, spazio della Regione Lazio gestito dalla società regionale LAZIOcrea in collaborazione con il Comune di Santa Marinella, ospita la mostra Giulio Turcato. Colori mai vistia cura di Silvia Pegoraro, un progetto della Galleria d’Arte Marchetti di Roma con l’Archivio dell’opera di Giulio Turcato, promosso dalla Regione con l’organizzazione di LAZIOcrea.

La mostra approda al Castello ampliata e arricchita di opere di notevole importanza storica e di grande impatto visivo, tra cui Rivolta del 1949, il Deserto dei Tartari del 1956 e Tranquillanti per il mondo del 1961. In esposizione 30 dipinti, a delineare un percorso lungo la parabola creativa dell’artista fra i più significativi interpreti dell’astrattismo europeo e uno dei più importanti esponenti dell’avanguardia postbellica italiana: dalla figurazione stilizzante dei Comizi e delle “Venezie”, all’astrazione “informale” dei Reticoli e dei Desertici, dalla geniale creazione delle Superfici lunari, alla giocosa “cartografia” di Itinerari Arcipelaghi, fino al sontuoso e sensuale luminismo dei Cangianti. Apre il percorso l’opera cronologicamente più precoce presente nell’Archivio Turcato: l’inedito dipinto bifronte del 1928-1930, su un lato del quale un giovanissimo Giulio Turcato dipinge un Interno, e sull’altro un Porto. A concludere il percorso, l’ultima opera pittorica di Turcato: Dune, del 1992, che con la sua straordinaria qualità e raffinatezza testimonia la forza creativa conservata dall’artista fino ai suoi ultimi anni.

La mostra costituisce un affascinante viaggio lungo tutto il percorso artistico di Turcato che ci svela la freschezza e l’inesauribile curiosità del suo spirito di ricerca, quella sorta di nomadismo interiore che lo stesso artista ha descritto in un passo del suo scritto Autoritratto (1981): Mi piace camminare in mezzo alla gente, e tutto quello che succede è il mio programma.

Turcato ha arricchito il ‘900 artistico del proprio inimitabile linguaggio, trovando nella forma-colore la ragione di una ricerca inesausta, di una sperimentazione durata sino ai suoi ultimissimi anni di vita. Ha fatto della sua arte un codice per interpretare il mondo in tutti i suoi aspetti, dalla biologia all’entomologia, dalla fisica all’astronomia. Il suo spirito di esplorazione intellettuale gli ha permesso di conseguire una cifra espressiva unica e inconfondibile nel panorama dell’arte moderna e contemporanea, sempre seguendo il suo vero demone, il colore. Come scrive lo stesso artista, nel 1977: I colori sono la nostra libertà/ investono la materia e la trasformano/ la nostra fantasia è realtà nuova.

30 giugno 2021