domenica 15 marzo 2026

CARLO MARCHETTI

 Galleria KAYROS, Via Giulia 8, Roma, Italia 

“ THE ANATOMY OF SILENCE”

 CARLO MARCHETTI

a cura di Maria Rita Bassano 

14.03 - 30.04.2026 

                           Courtesy fotografia R©B archiviobonamici 2026

 

UN RACCONTO DI RAIMONDO BONAMICI

IL CUSTODE DELLE SOGLIE


 Un viaggio nel silenzio di CARLO MARCHETTI


Immaginate di smarrirvi in un luogo dove il tempo ha smesso di scorrere. 

Non è un vuoto, ma una costellazione di piccoli scrigni in legno, ognuno dei quali custodisce un segreto che attende solo di essere accolto. Entrare nell'universo di Carlo Marchetti non significa semplicemente osservare; significa varcare la soglia di un memoriale sospeso, dove ogni frammento sembra aver finalmente trovato la sua dimora definitiva. 
Avvicinatevi a uno di questi box. Lasciatevi pervadere dalla densità dell’atmosfera che lo abita. Non è l’oscurità a dominare, ma un etereo grigio minerale: un tono assoluto che accoglie come una luce mattutina, svelando l’essenza più pura delle cose. Al loro interno, tra queste rifrazioni neutre e i richiami della terra, affiorano presenze silenziose: forme sottili che si elevano verso l'alto, legni che riverberano la loro storia millenaria, fibre naturali che tramano racconti dimenticati. Questi non sono oggetti, sono viaggiatori immobili. Una tensione verticale guida lo sguardo verso l'alto, seguendo un ritmo che evoca il respiro lento di una natura che si fa architettura. In questi spazi, il vuoto non è assenza, ma una musica che risuona nel silenzio, amplificata dalla luce calma del pigmento. È lo spazio vitale affinché ogni elemento possa sussurrare la propria memoria arcaica: l'origine di un frammento, la traccia di un passaggio, l'anima di una forma. Dinanzi a questi box, lo spettatore smette di essere un testimone distratto e si trasforma in un esploratore dell'anima. Marchetti non espone semplici figure, ma dischiude un archivio dell'invisibile. Ci invita a sostare, a respirare allo stesso ritmo della materia, a riscoprire la sacralità degli elementi minimi che, custoditi dal legno, si fanno eterni. Qui, tra la purezza del colore e la trama delle fibre, il sogno si fa tangibile. È l'incanto di un ordine ritrovato, di una bellezza che fiorisce dal contrasto e che, nel perimetro di una scatola, trova la voce per parlare all'infinito.


                 Courtesy fotografia R©archiviobonamici 2026


lunedì 7 aprile 2025

Rosy Losito - Lo scoglio dell’eremita


ROMBERG Arte Contemporanea - Latina, Italia.


6 aprile – 2 maggio 2025   

Domenica 6 aprile inaugura alla Romberg Arte Contemporanea Lo scoglio dell’eremita, personale di Rosy Losito, sesto capitolo della rassegna I racconti della domenica – arte e narrativa. L’esposizione, curata da Italo Bergantini e Gaia Conti, si sviluppa come una riflessione visiva sulla contemporaneità e sulla tensione dell’umano verso la propria intima essenza. La mostra è accompagnata da un racconto inedito di Margherita Loreto, che amplifica il dialogo tra parola e immagine.

In un’epoca segnata dall’affollamento di stimoli, dal rumore costante dell’informazione e dall’accelerazione del pensiero, Lo scoglio dell’eremita è un invito a rallentare. La figura dell’eremita si staglia come simbolo di una sospensione necessaria, di un ritorno alla dimensione interiore. L’artista traduce questa tensione in immagini, evocando un tempo dilatato in cui il silenzio e la contemplazione si oppongono al frastuono del presente. Eremita e artista. La figura dell’eremita e l’artista si fondono e sovrappongono tracciando un confine tra il mondo e sé stessi, trasformando il silenzio in una condizione di ascolto profondo. L’isola diventa metafora di una separazione che non è fuga, ma scelta consapevole di ridefinizione di sé.

La pittura di Losito è un equilibrio di gestualità, istinto e riflessione, tra il fluire della pennellata e la sospensione del pensiero. Il movimento, la circolarità, il blu profondo, il bianco e il nero dominano la scena, evocano poesia e spaziano tra paesaggio e figura senza soluzione di continuità. La materia pittorica è lieve e si espande in uno spazio formalmente circoscritto creando campi visivi che si snodano nello spazio tridimensionale dell’opera, si estendono e si trasformano. Leggerezza e transitorietà combinati a sintesi, ritmo e vuoti si fanno respiro vivo tra le forme e le superfici.

La scrittura e il segno sono elementi ricorrenti nella ricerca di Losito: una grafia compare con discrezione in alcuni pezzi come un mantra, una traccia, mnemonica e decorativa. Impronta e frammento di storia che attraversa lo spazio della pittura come eco di un linguaggio mai esistito.

Il ritmo della mostra è grafico ed essenziale. Qui, la pittura è gesto di meditazione, immagine ed esperienza. L’aria tra i segni e le superfici diventa un campo aperto all’interpretazione, un respiro in apnea che accoglie lo sguardo e lo trasforma.

Una riflessione sulla distanza tra un mondo iperconnesso e l’individuo, tra il vociare della moltitudine e la necessità di uno spazio proprio, dove la quiete può ancora parlare.

Lo scoglio dell’eremita è una pausa sospesa nel tempo, un luogo di risonanza per chi osserva.


ROMBERG Arte Contemporanea

Viale Le Corbusier 39 

(Torre Baccari - piano terra) 

04100 Latina - Italia

Orari di Galleria: martedì - sabato 15 - 19

lunedì e mattine su appuntamento

T +39 0773 604788 - M +39 334 710 5049

info@romberg.it - www.romberg.it

 

 


Rosy Losito   2025





sabato 1 marzo 2025

Giulio Turcato - Libertà e felicità


 GIULIO TURCATO   1912 - 1995

 

Galleria Lombardi  

via di Monte Giordano 40  Roma

 

Dal 1° al 29 marzo 2025, la Galleria Lombardi di Roma dedica a Giulio Turcato, nel trentennale della scomparsa, la mostra Libertà e felicità, a cura di Lorenzo ed Enrico Lombardi. Maestro dell’astrazione e protagonista dell’avanguardia italiana del dopoguerra, Turcato è stato un artista inafferrabile, sperimentatore di linguaggi e poeta del colore. La sua pittura, libera e felice, riflette il suo spirito anticonformista e ironico.

 

Libero e ironico

Guglielmo Gigliotti, autore del testo critico in catalogo, descrive Turcato come un uomo libero e ironico: “La sua pittura è la sua eredità viva. Basta guardare bene i quadri in mostra: palpitano e sorridono, tra limpidi chiarori e ombre misteriose, tra campiture vibranti arabeschi casuali di linee saettanti, tra ‘superfici lunari’ profonde come l’inconscio e geometrie quasi infantili”.
La mostra offre dunque un’occasione preziosa per riscoprire l’eredità artistica di Turcato, ancora viva e vibrante.

Sette cicli di opere

La mostra, curata da Lorenzo ed Enrico Lombardi, raccoglie 
25 opere rappresentative dei suoi principali cicli: dai «Comizi» del 1948, di impegno civile, ai «Reticoli», agli «Itinerari» luminosi, alle «Superfici lunari» in gommapiuma, fino ai «Paesaggi archeologici», agli «Arcipelaghi» e ai collage con carta moneta.


Galleria Lombardi - Roma




Courtesy Galleria Lombardi

Giulio Turcato. Superficie lunare, 1970. 

Tecnica mista su gommapiuma, diametro 140 cm.

Giulio Turcato. Superficie lunare, 1967-68. 

Olio su gommapiuma, 66x63,5 cm


A cura di Lorenzo ed Enrico Lombardi

Galleria Lombardi
Roma, via di Monte Giordano 40
Inaugurazione: sabato 1° marzo 2025 alle ore 18.00
dal 1° al 29 marzo 2025
dal martedì al sabato dalle 11.00 alle 19.00

Testo critico in catalogo di Guglielmo Gigliotti

 www.gallerialombardi.com   +39 0631073928 

 +39 3332307817  info@gallerialombardi.com

 


giovedì 27 febbraio 2025

ANTONIO SECCI “Lo Spazialismo”

MAC LULA  Arte Contemporanea  

Piazza Rosa Luxemburg, n° 1, Lula, Nuoro.


                                                        ANTONIO SECCI  1944  -  2024

Venerdì 7 marzo 2025 alle ore 18:00 nelle sale del MACLula verrà inaugurata la mostra dedicata all'artista Antonio Secci.

 

Il Comune di Dorgali e il Museo Diffuso di Arte Contemporanea di Lula sono lieti di comunicare che venerdì 7 marzo 2025 alle ore 18:00, sarà inaugurata nelle sale del MACLula la Mostra d'arte dal titolo ANTONIO SECCI “Lo Spazialismo” curata dalla Prof.ssa Mariolina Cosseddu e dal Prof. Ivo Serafino Fenu.

A un anno dalla  scomparsa avvenuta a Cala Gonone (Dorgali - Nuoro), luogo tanto amato, pieno di emozioni per l’armonia tra il mare e la natura, il MACLula ha voluto ricordare la figura di Antonio Secci, un artista che ha portato lo spazialismo in Sardegna permettendo alla nostra Isola di ricoprire un importante ruolo nell’arte astratta.

Formatosi a Milano all’Accademia di Brera e collaboratore unico del maestro Roberto Crippa, Secci ha vissuto gli anni più importanti e tumultuosi della trasformazione sociale di Milano negli anni 1960-1970, per poi ritornare nella sua Cala Gonone dopo aver ricevuto riconoscimenti a livello nazionale ed europeo.

Il Comune di Dorgali e il museo MACLula propongono ai visitatori un percorso con oltre 30 dipinti, disegni, fotografie e video sull’opera di Secci, con la testimonianza dei lavori di Gianni Dova, Guy Harloff e Roberto Crippa, artisti d’avanguardia che hanno sostenuto e incoraggiato il percorso di Antonio Secci.

La mostra verrà poi trasferita presso il Centro di Formazione Multimediale a Cala Gonone(Dorgali) dove sarà visitabile dal 7 giugno 2025 al 31 agosto 2025.

Le opere in esposizione provengono dalla collezione del MACLula, da collezionisti privati e dalla Famiglia Secci.

 



MAC LULA Piazza Rosa Luxemburg, n° 1, Lula, Nuoro.

Telefono:  3407233973

Email: info@maclula.com

 

Orario di apertura al pubblico:

Venerdì – Sabato e Domenica

alle ore 15:00 alle ore 19:00

mercoledì 26 febbraio 2025

CARLO MARCHETTI - Beyond Black


Romberg Arte Contemporanea

Dal 2 al 28 marzo 2025

                                                                   ©Carlo Marchetti 2025


Romberg Arte Contemporanea presenta la personale dell’artista Carlo Marchetti, curata da Italo Bergantini e Gaia Conti. "Beyond Black” inaugura domenica 2 marzo 2025, accompagnata da uno scritto inedito di Antonella Paciolla. L’esposizione fa parte del progetto 'I Racconti della domenica', sette appuntamenti in cui arte e narrazione si incontrano.

"Beyond Black” è il capitolo più recente della ricerca di Carlo Marchetti, un’indagine che riscopre l’essenza della materia e della forma. Le sue opere sono strutture primarie, frammenti che evocano presenze senza mai delinearle in modo netto, ma vibranti di una potenza arcaica: legno, gomma, lana, tessuti, e sabbia, elementi ricorrenti nella sua ricerca, simboli di radicamento e trasformazione.

La sua arte si odora e si ascolta, un’esperienza sensoriale in cui materia e suono si intrecciano. Dal nero che assorbe, al grigio che accoglie e accompagna, fino all’oro che vibra come un’epifania, il colore si stratifica e trasforma il caos in ordine, rendendo ogni opera una memoria tattile, un linguaggio visivo essenziale.

Marchetti lavora per sottrazione, liberando i lavori da ogni eccesso e creando un perfetto bilanciamento tra pieni e vuoti. Le sue stanze alchemiche sono varchi, porte che invitano lo sguardo a entrare, e finestre che si aprono su nuove prospettive. Le opere si fondono con la grande parete della galleria tracciando un confine sospeso tra due dimensioni: la superficie della coscienza e la profondità dell’Io.

Come un ponte tra due mondi, non è la materia a definirle, ma il nostro sguardo, la nostra capacità di reinventare e cogliere in essi nuovi significati possibili. Là dove l’intuizione coglie frammenti, il pensiero si solidifica in forme che solo l’arte riesce a intrecciare.

La materia si rinnova, si sovrappone, si dissolve e si ricompone in oggetti ritrovati, in nuova vita. Il ritmo della mostra è scandito dalla forza simbolica dei cinque elementi - Acqua, Fuoco, Aria, Terra e Metallo/Spirito - in un'armonia di equilibri e contrasti che evocano la stratificazione del tempo e della storia.

L'invito è superare la percezione iniziale e a lasciarsi attraversare da ciò che si cela dietro l'apparenza, innescando un dialogo non solo con l’opera, ma anche con noi stessi e, in particolare, con quella parte di noi che chiamiamo inconscio. Qui il nero si espande, si frantuma, si rigenera, moltiplicando le prospettive di senso. E al di là del nero, quando l’ombra si dissolve, ciò che resta è luce.

 

                                                                     




ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA

VIALE LE CORBUSIER 39 _ TORRE BACCARI _ 04100 LATINA (ITALY)

MARTEDI-SABATO 16:00>19:30 _ MATTINA SOLO SU APPUNTAMENTO

 


giovedì 13 febbraio 2025

PAOLO ROMANI - AK YOL


                                                                             Paolo Romani 2025



Dal 26 gennaio al 21 febbraio 2025

ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA

Latina, Viale Le Corbusier, 39, 04100 (Latina)

Curatore

Italo Bergantini

Gaia Conti

Autore testo critico

Gaia Conti

La mostra è accompagnata da un racconto inedito di 

RICCARDO DI NOIA

 

Romberg Arte Contemporanea apre l’anno nuovo con la personale del fotografo Paolo Romani, curata da Italo Bergantini e Gaia Conti. L’esposizione AK YOL, arricchita da uno scritto inedito di Riccardo Di Noia, inaugura domenica 26 gennaio 2025 e si inserisce nel ciclo "I Racconti della domenica" – sette mostre in cui le opere dialogano con altrettanti racconti.

Alle pareti si snoda un percorso in quattro progetti fotografici – Via della Seta, Syriana, RomAltrimenti e Michikusa – attraverso scorci, visioni oniriche e frammenti del quotidiano.
L’allestimento non si limita a cadenzare lo spazio, ma si fonde col racconto, contribuendo a definirne il significato. Ciascuna serie è racchiusa in una grande cornice colorata, che enfatizza il contenuto delle immagini, creando un legame profondo tra opera e messaggio.

AK YOL, termine turco che significa “strada bianca”, è il filo conduttore che Romani intreccia con paesaggi e storie, combinando istinto documentaristico a una ricerca poetica più intima. La “strada” diviene così una potente metafora di incontro, transito e introspezione. Non solo un percorso fisico, ma anche una via di connessione tra culture e memorie, spazio antropologico, simbolo di scoperta e trasformazione interiore.
Lungo il cammino si susseguono spazi di transito che ricordano i “non-luoghi” descritti dall’antropologo Marc Augé, sospensione dei tempi, attesa e passaggio. Aree liminali, definite non tanto da ciò che mostrano, ma dal vuoto
, dal silenzio che evocano.

Ogni sosta apre uno sguardo unico: Via della Seta ripercorre antiche rotte, trasformandole in frammenti di archeologia emotiva; Syriana indaga un mondo sospeso tra luce e memoria; RomAltrimenti reinterpreta la capitale in chiave onirica e misteriosa attraverso l’obiettivo della Holga; Michikusa, infine, celebra l’impermanenza, ispirandosi alla poesia visiva degli haiku.

Paolo Romani esplora tracciati millenari e celebra la bellezza delle piccole cose, modellando le sue immagini con una cura compositiva che oscilla tra rigore geometrico e spontaneità. Un attraversamento fisico ed estetico che attinge a una profonda sensibilità artistica e a una notevole introspezione, trasformando l’ordinario in straordinario e l’effimero in una visione scultorea.

 



ORARIO DI APERTURA

MARTEDÌ - SABATO 16 - 19 

LUNEDÌ MATTINA SOLO SU APPUNTAMENTO

ROMBERG ARTE CONTEMPORANEA

Latina, Viale Le Corbusier - 39 - 04100 (Latina)

 





sabato 23 marzo 2024

RAIMONDO BONAMICI - I cambiamenti climatici nell'arte contemporanea - ROMA

 


Raimondo Bonamici Vi aspetta per parlare di Arte, clima e natura, per discutere di come influiscono  i cambiamenti climatici nell'arte contemporanea. 50  anni di  sperimentazione visiva per  testimoniare lo stato del nostro pianeta Terra. 

I CAMBIAMENTI CLIMATICI NELL'ARTE CONTEMPORANEA.

23 marzo 2024  ore 17:30

Galleria ARTHEKA 32 

ROMA

Via Sartena 30/32 

00122 Ostia Lido

 

Raimondo Bonamici  2024


Veduta della Mostra 

MAREE  -  misure ambientali.